![]()
|
|||
|
Il mio semplice schiuditoio di naupli di artemia salina.
Una volta tolta l'areazione bisogna lasciar riposare la bottiglia con i naupli schiusi per circa 10-15 minuti, poi si possono raccogliere sifonandoli con il tubicino.
Cisti di artemia salina decapsulate secche: un' ottima alternativa ed integrazione ai naupli appena schiusi!
Il microgranulato "Artemia Grains" della linea "Blue Line" è eccellente per svezzare gli avannotti ed abbinato alle cisti decapsulate secche, è in grado di sostituire completamente i naupli vivi di artemia salina.
Sul sito www.blue-co.it troverete tutte le informazioni e la gamma completa di mangimi professionali "Blue Line".
|
Ricerca personalizzata
Siete nella pagina: Artemia Salina
L’ artemia salina adulta è un crostaceo d’acqua salata molto diffuso in acquariofilia, dove è usata per l’alimentazione dei pesci, sia viva che liofilizzata. L’artemia che si trova in commercio proviene in gran parte dal “Gran Lago Salato” sito nello stato dello Utah (U.S.A.), dalla baia di San Francisco, dai lagi salati Siberiani e dalla Cina.Dal “Gran Lago Salato” provengono cisti di qualità “Premium”, molto ricche di acidi grassi polinsaturi e particolarmente indicate per nutrire gli avannotti di pesci d’acqua dolce. Hanno una schiusa che si avvicina al 95% se correttamente conservate e sono garantite prive di residui di pesticidi ed altri inquinanti. Dalla baia di San Francisco, invece, provengono le cisti “San Francisco Bay”, ancora più ricche di acidi grassi polinsaturi e, rispetto alle “Premium” del Gran Lago Salato, producono un nauplio di dimensioni minori e quindi adatto ad alimentare larve di pesci molto piccole. Hanno anche una percentuale di acidi grassi polinsaturi più alta e quindi sono più indicate per alimentare larve di pesci marini. L’ artemia adulta è un alimento prezioso per alimentare i pesci in quanto molto ricca di proteine e di carotenidi. I naupli appena schiusi sono l’arma vincente per chi deve nutrire degli avannotti, poiché il loro valore nutritivo molto alto favorisce una crescita rapida ed armoniosa degli stessi. Per far schiudere piccole quantità di naupli potremmo certamente usare i normali schiuditi che troviamo in commercio, anche se per esperienza personale posso dire che non sono molto pratici. Per ottenere quantità di naupli superiori, bisognerà procedere come segue. Si prenda una bottiglia in plastica da due litri e vi si tagli il fondo della stessa, lasciando però ben avvitato il tappo. Fatto ciò si capovolge la stessa e si versa al suo interno la quantità di cisti da far schiudere e la si riempie di acqua dolce a cui si devono aggiungere circa 30 grammi di sale da cucina: praticamente circa 15 grammi per ogni litro di acqua che si usa e per essere ancora più pratici basterà aggiungere tre cucchiaini da caffè di sale per ogni litro. Non bisogna però esagerare con il sale poiché i naupli con una dose superiore a quella consigliata di 15 grammi/litro, hanno una schiusa molto inferiore. A questo punto si mette a bagno la nostra bottiglia in una vaschetta di pochi litri, in cui dovrà essere posizionato un riscaldatore che porti la temperatura dell’acqua attorno ai 28-29 °C. All’ interno della bottiglia di immerge un tubicino rigido che arrivi fino al fondo della stessa , il quale, a sua volta, dovrà essere collegato ad un aeratore che assicuri la movimentazione e l’ossigenazione delle cisti all’interno della bottiglia. Con una temperatura di 28-29 °C, i naupli si avranno dopo circa 24 ore di incubazione: è importante che i naupli vengano utilizzati subito dopo la schiusa, poiché con il passare delle ore assorbono il loro sacco vitellino ricco di preziose sostanze e perdono così in valore nutritivo. Trascorso il tempo necessario alla schiusa, si toglie l’areazione e si lascia trascorrere circa 10 minuti, tempo necessario ai naupli per depositarsi sul fondo della bottiglia (quindi verso il collo della stessa dato che è stata rovesciata) ed ai gusci vuoti di andare a galla. Quando il collo della bottiglia sarà diventato di un bel colore arancione allora potremo aspirare i naupli usando lo stesso tubicino rigido utilizzato per la movimentazione delle cisti. In questo modo aspireremo solo i naupli mentre i gusci rimarranno attaccati alle pareti della bottiglia. Con questo sistema, molto pratico e veloce, possiamo ottenere qualsiasi quantità di naupli, avendo però l’accortezza di far schiudere per ogni bottiglia al massimo 10 ml di cisti, poiché una quantità eccessiva fatta incubare in una singola bottiglia da risultati poco soddisfacenti in termini di percentuale di schiusa. Una volta che i nostri naupli sono stati filtrati attraverso il colino per artemia, bisognerà sciacquarli molto bene con acqua dolce, per eliminare i residui di sale, i cataboliti prodotti durante la schiusa ed abbassarne la carica batterica. Proprio a proposito di batteri, conviene sterilizzare i contenitori utilizzati per la schiusa delle cisti ad ogni schiusa. Per questa operazione molti usano l’acido cloridrico. Personalmente io uso una soluzione salina molto concentrata (350 grammi/litro di sale da cucina) che al contrario dell’acido cloridrico non è ne tossica ne pericolosa. Normalmente dopo aver raccolto i naupli, svuoto la bottiglia dalla rimanente acqua, la spazzolo con uno spazzolino per bottiglie e la sciacquo con abbondante acqua dolce. Fatto ciò immergo la bottiglia, con tutti gli altri attrezzi che uso per la schiusa, in una vaschetta con la citata soluzione salina. Tutta l’attrezzatura va lasciata immersa per almeno quattro ore: in questo lasso di tempo si ottiene una sufficiente disinfezione dovuta all’azione del sale. Ultimamente va “molto di moda” l’arricchimento dei naupli con mix di olii ricchi di acidi grassi omega 3 e omega 6: ho letto in giro autori che consigliano questa pratica e non si capacitano come tale tecnica, ormai di prassi comune negli impianti industriali di ittiocultura, sia pressoché sconosciuta nel mondo acquariofilo. La risposta è semplice. A parte l’impegno che occorre per effettuare in modo corretto tale operazione c’è da dire che per tirare su dei bellissimi avannotti di guppy, non è assolutamente necessario arricchire i naupli, basta solo usare delle cisti di ottima qualità (le migliori per avannotti di pesci d’acqua dolce sono senz’altro le “Premium” provenienti dal Gran Lago Salato negli U.S.A.) e somministrarle non appena schiudono. Certamente se dovremmo nutrire nei primi giorni di vita, delle larve di pesci marini allora l’arricchimento dei naupli sarebbe consigliabile se non indispensabile (in questo caso è indispensabile usare cisti “San Francisco Bay” sia per le dimensioni minute del nauplio sia per la maggiore percentuale di acidi grassi che già normalmente contengono) per avere dei buoni risultati, sia in termini di crescita che di sopravvivenza. Ma questa è un’altra storia! Nel corso del 2006 ho iniziato ad usare nel mio allevamento le cisti di artemia salina decapsulate secche. Queste vengono decapsulate mediante acidi e poi essiccate. Chiaramente non sono adatte alla schiusa poiché ormai il nauplio all’interno è morto, ma possono essere somministrate o direttamente agli avannotti e guppy adulti come un qualsiasi microgranulato oppure si possono far reidratare qualche minuto con un po’ d’acqua a cui si possono aggiungere un paio di gocce di vitamine. La differenza rispetto ai naupli vivi, in termine di crescita degli avannotti, sicuramente c’è, soprattutto nelle prime 2-3 settimane di vita. A mio giudizio, credo, che la differenza non sia da ricercare esclusivamente sotto il profilo nutrizionale (che probabilmente ci sarà per vari motivi) ma anche da imputare al fatto che i piccoli appena nati sono maggiormente attratti da prede in movimento come lo sono appunto i naupli. C'è anche da dire che gli avannotti, soprattutto nei primi giorni di vita, non vengono volentieri in superficie ad alimentarsi e se si considera che le cisti decapsulate secche, inizialmente galleggiano e affondano con molta lentezza, spiegherebbe il deficit nutrizionale riscontrato nelle prime settimane di vita rispetto ai naupli vivi. Una volta che i piccoli vengono a galla ad alimentarsi le cose cambiano. Infatti, dopo tale periodo, le cisti decapsulate secche, riguadagnano terreno rispetto ai naupli vivi, dimostrando di poter far sviluppare ottimamente i piccoli guppy senza la necessità di far schiudere cisti. Ho iniziato a somministrare le cisti di artemia decapsulate, come alimento esclusivo, dopo la 2^ settimana di vita, affiancando a queste anche un buon microgranulato specifico per avannotti che presenti almeno il 50% proteine e il 15% grassi. Ottimo quello che uso attualmente denominato "Artemia Grains" della linea "Blue Line",un microgranulato che viene usato negli impianti di acquacoltura professionale per svezzare molto precocemente le larve di pesci dai naupli di artemia salina. E' ricco in vitamine (Vit. C 2000 mg - Vit. E 700 mg - Vit A 30000 mg - Vit. D 2500 mg), ha un alto tenore in proteine e grassi (proteine 55% - grassi 14%) ed è arricchito con gli stessi acidi grassi che vengono usati negli impianti professionali per arricchire i naupli di artemia salina prima di somministrarli alle larve di pesci. Devo dire che queste cisti sono davvero pratiche da somministrare, affondano molto lentamente e vengono divorate velocemente da guppy di tutte le età. Altri vantaggi sono l’assenza di eventuali patogeni che vengono rimossi durante l’operazione di decapsulazione e la totale assenza di batteri che invece si sviluppono durante la fase dell’incubazione e schiusa, che spesso portano all’esplosione di batteriosi soprattutto in vasche poco pulite e troppo affollate. Certamente con questo non voglio dire che si possano usare come cibo esclusivo dalla nascita, però sono una valida integrazione alla dieta di guppy di qualsiasi età e sono estremamente utili nella fase di svezzamento dei giovani pesci. Tra l’altro si conservano molto bene a temperatura ambiente e costano anche meno rispetto alle cisti da schiudere di qualità “Premium”. Per chiudere l’argomento devo dire che le cisti decapsulate in commercio si trovano anche conservate in soluzione salina: in questo caso il nauplio all’interno è vivo, perciò sono adatte anche ad essere schiuse.
Accrescimento di Artemia Salina.
L’ artemia adulta è un ottimo alimento per i pesci d’acquario, essendo ricca di proteine e di carotenidi. Tramite l’artemia possiamo somministrare ai nostri pesci qualsiasi tipo di cibo, sia di origine animale che vegetale. Infatti l’artemia accetta qualsiasi tipo di cibo, purchè sia sufficientemente piccolo. Esse si alimentano di tutto ciò che ha una dimensione massima di 50 micro. Per iniziare l’allevamento delle artemie, si può scegliere tra due soluzioni: allevamento tradizionale o intensivo. Per l’allevamento tradizionale è sufficiente approntare una bacinella in materiale plastico, possibilmente per alimenti, di circa 10-20 litri, riempiendola con acqua dolce declorata a cui aggiungeremo circa 33 grammi/litro di sale da cucina (volendo si può usare anche il sale marino). La durezza dell’acqua che usiamo deve essere il più alto possibile e comunque non inferiore a 15 dGh, mentre il Ph deve essere mantenuto tra 7,5 e 8,5. Dopo aver fatto ben areare l’acqua con il sale in soluzione e portato la temperatura della stessa ad un valore compreso tra 26 e 29 °C, si possono aggiungere i primi naupli. In questa prima fase se ne devono aggiungere pochissimi che in pratica faranno da pionieri e prepareranno la strada agli altri che seguiranno in numero più cospicuo. Per il secondo inoculo di naupli toccherà fra trascorrere almeno una settimana. Le maggiori difficoltà si incontreranno nei primi 6-8 giorni, in quanto i naupli sono molto sensibili all’inquinamento da ammoniaca, mentre i soggetti sub adulti sono più tolleranti rispetto all’ inquinamento dell’acqua in cui nuotano. Per questo motivo, soprattutto nei primi giorni, toccherà essere parsimoniosi nella somministrazione di cibo, per non provocare dei picchi di ammoniaca che decimerebbero l’intera colonia di artemie. Come cibo possiamo usare lievito di birra, sia quello fresco per la panificazione che quello secco in polvere, mangimi specifici per artemia salina, alga spirulina in polvere, mangime in pasticche con un’alta percentuale di spirulina, ecc. Per il dosaggio, empiricamente, consiglio di somministrare tanto cibo fino a rendere l’acqua di cultura leggermente torpida: quando l’acqua sarà tornata quasi limpida si può somministrare dell’ altro alimento. Il deposito che si formerà sul fondo della vaschetta, non deve essere rimosso in quanto aiuta a stabilizzare tutto il sistema. Alla temperatura di 28 °C l’artemia diventa adulta dopo circa 8 giorni e sarà sessualmente matura al 16° giorno di vita. Se tutto va bene, settimanalmente bisognerà effettuare dei cambi parziali d’acqua per far diminuire gli inquinanti presenti. Per far ciò prepareremo preventivamente la quantità d’acqua necessaria per il cambio, facendola ben areare. L’ acqua sostituita andrà fatta passare attraverso un colino per artemia, per evitare di eliminare, insieme all’acqua, anche le artemie. Se tutto prosegue bene, dopo circa 20-30 giorni dall’inizio dell’allevamento, le nostre artemie incominceranno anche a riprodursi. Le artemie in condizioni ambientali normali si riproducono producendo naupli vivi, mentre in condizioni di stress, come ad esempio l’alta salinità dell’acqua e la scarsità di cibo, producono le uova perenni (cisti).Per esperienza posso aggiungere che questo per il normale acquariofilo è un aspetto trascurabile, nel senso che il nostro obiettivo è quello di far accrescere la nostra colonia di artemie, indipendentemente da come questo avverrà. Il sesso nelle artemie adulte si distingue molto bene, avendo i maschi due appendici a pinza con le quali si agganciano alle femmine durante la copula; le femmine invece portano alla fine dell’addome un grappolo ben evidente di uova. I maschi pronti a riprodursi afferrano le femmine con le appendici e rimangono a loro ancorati per un periodo che varia da poche ore a qualche giorno. Spesso ho potuto osservare che ad un maschio già ancorato ad una femmina si attaccano altri maschi, formando così una specie di trenino che vaga per tutta la vaschetta, veramente molto divertente da vedere. Un discorso a parte va fatto per l’allevamento intensivo. Questo tipo di allevamento ha il vantaggio, rispetto al sistema precedente, di poter ottenere quantità più elevate di artemie adulte con uno spazio minimo. Le difficoltà però sono maggiori e spesso, soprattutto ai primi tentativi, si hanno sovente dei fallimenti. Per iniziare un allevamento intensivo ci occorre una bottiglia, anche di plastica, da due litri. Questa va riempita con acqua dolce alla quale avremmo aggiunto circa 60 grammi di sale da cucina, non iodato. A questo punto introduciamo all’interno uno o due tubicini rigidi collegati ad un areatore che ci assicurerà una lieve movimentazione dell’ acqua che principalmente eviterà che l’alimentazione fornita alle artemie sedimenti sul fondo della bottiglia, oltre naturalmente a favorire l’ossigenazione dell’acqua di cultura. Il punto più critico per questo tipo di allevamento è l’alimentazione. Infatti in questo caso avremo a che fare con un numero di naupli/litro enormemente più grande rispetto all’allevamento tradizionale (si può arrivare anche a 40.000 naupli/litro), anche perché in questo caso il nostro obiettivo è quello di accrescere fino alla taglia desiderata le nostre artemie e non quello di ottenerne anche la riproduzione. Come alimento di base si può usare il lievito di birra, integrato con alga spirulina in polvere ed un pizzico di mangime specifico per artemia salina. La somministrazione però deve avvenire in piccole dosi giornaliere, meglio se frazionate in due mini dosi, una la mattina ed una il pomeriggio. Lo scopo di tutto ciò è di evitare che dato l’alta densità per litro di artemie, un eccesso di cibo provochi un picco di ammoniaca con conseguente avvelenamento di tutta la cultura. Un altro fattore da non trascurare è che bisogna alimentare costantemente le nostre artemie, anche se in piccole dosi, per evitare di avere una carenza di alimentazione. Un’altra accortezza è di installare sopra la cultura di artemie una lampada, del tipo “a risparmio energetico”, da 8 watt, lasciandola accesa almeno 12 ore al giorno. Avrete intuito che per questo tipo di allevamento si lavora tutto al limite e quindi bisognerà prenderci un po’ la mano nel dosare sia i naupli da introdurre che le dosi di cibo da somministrare. Io per alimentare i miei guppy show adulti e sub adulti, uso l’allevamento intensivo e ad una temperatura di circa 29 °C, dopo 8-9 giorni, le artemie raggiungono già una taglia di circa 4-5 mm, più che sufficiente per il mio uso. Naturalmente con questo tipo di allevamento avremo anche delle perdite molto alte di artemie che, nel mio caso, dopo circa 8 giorni di allevamento si riducono di circa il 50%, anche se come massa viva superano di parecchio quella iniziale, visto che nel frattempo i naupli rimasti in vita hanno più che triplicato la loro taglia. Se proseguiamo l’allevamento per ottenere una taglia maggiore delle artemie, dovremmo effettuare dopo la prima settimana, un cambio d’acqua di circa il 40-50%, per eliminare l’eccesso di inquinanti.
|
||
|
2005-2010 Nicola Rocco - Tutti i diritti riservati. |
|||