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Uno dei
tanti referti rilasciatimi dall' Istituto Zooprofillatico Sperimenatle
dell' Umbria - Sede di Terni, per esami effettuati su guppy del mio
allevamento. (clicca
sull'immagine per leggerlo)
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nella pagina:
Malattie
In questo capitolo
non si parlerà approfonditamente di come curare i pesci, argomento molto
vasto e spinoso che può essere approfondito con la letteratura
specializzata (ad esempio ottimo è il libro, edito dalla Primaris,
"Malattie dei pesci d'acquario" di Dieter Untergasser) ma si vuole
semplicemente dare dei suggerimenti su come evitare l’insorgere di
patologie in acquario, traendo spunto dalle esperienze da me fatte
allevando guppy show.
Tratterò, comunque, superficialmente le malattie che più frequentemente
si manifestano nei guppy.
Introduzione.
I guppy come tutti gli esseri viventi sono soggetti ad ammalarsi e
questa possibilità aumenta o diminuisce in base a molti fattori.
Ogni specie ha le sue esigenze vitali e solo il rispetto di quest’ultime,
unite ad una buona e varia alimentazione ci permetterà di godere a lungo
di pesci sani e vivaci.
Alcune volte i pesci che nuotano nelle nostre vasche non sono ben
trattati né da chi li vende né da chi se ne dovrebbe prendere cura una
volta acquistati.
Il risultato è che nonostante i mezzi tecnici di cui oggi disponiamo per
condurre in modo ottimale l’acquario, continuano le morie di pesci a
causa di svariate patologie.
Andiamo ad analizzare i vari fattori che possono indurre malattie nei
guppy.
Manutenzione dell’acquario.
L’acquario per grande che possa essere è pur sempre un ecosistema chiuso
e quindi necessita di continua manutenzione da parte dell’acquariofilo.
Nonostante oggi in negozio possiamo trovare molti prodotti che ci
permettono di tenere sotto controllo la qualità dell’acqua, il cambio
parziale della stessa rimane, al momento, il sistema principe per
condurre in modo adeguato un acquario. L' acqua sostituita durante i
cambi parziali, comunque, non dovrebbe superare il 30% del volume
totale, questo perchè repentini cambiamenti dei parametri dell'acqua,
come ad esempio il Ph, stressano i guppy e li possono far contrarre
malattie a cui, in situazioni normali, sono immuni.
Molto spesso però, anche in vasche di acquariofili esperti, si assiste
al proliferare d’alghe dovute a nitrati e fosfati presenti in
concentrazioni elevate che sommati ad altri inquinanti, rende l’acquario
un posto poco ideale per allevare degli esseri viventi.
In un’acqua molto inquinata, inoltre, proliferano facilmente batteri e
parassiti opportunisti che diventano una minaccia reale per la salute
dei nostri ospiti.
Un' altra cattiva
abitudine è di non aggiungere del biocondizionatore all'acqua di
rubinetto usata per i cambi parziali. L'acqua dell'acquedotto e definita
potabile, perchè le sostanze che vi si trovano disciolte, a quelle
concentrazioni, non sono dannose per l'uomo. Questo non significa che
siano innocue anche per i guppy! Quindi per abbattere il livello di
metalli pesanti e per eliminare le tracce di cloro dall'acqua di
rubinetto bisogna addizionargli del biocondizionatore. Queste sostanze
sono nocive anche a basse concentrazioni e stressano continuamente i
guppy indebolendoli.
La cattiva qualità dell’acqua, quindi, è la prima causa di stress per i guppy.
Introduzione di nuovi pesci.
Una prassi che dovrebbe essere sempre seguita è la quarantena dei nuovi
pesci acquistati; questa pratica minimizza il rischio di importare
patologie in vasca.
La durata della quarantena deve essere di almeno quattro settimane. Dopo
tale periodo, se non si manifestano malattie evidenti, sarebbe utile
introdurre nella vasca di quarantena un guppy del nostro allevamento,
per verificare se quest' ultimo convivendo con quelli quarantenati
contragga qualche malattia.
Evitate comunque di acquistare guppy che nuotano in vasche di
esposizioni in cui ci siano pesci morti. Inoltre, un guppy sano, è un
pesce che sta sempre in movimento, ha le pinne ben aperte, non presenta
lesioni di nessun tipo sull’epidermide e pinne, mangia con avidità, non
presenta curvatura della colonna vertebrale e se maschio corteggia
incessantemente le femmine.
Popolazione della vasca.
Non si può certamente tenere insieme in un acquario di comunità
qualsiasi specie di pesci poiché spesso hanno esigenze vitali molto
differenti.
Nel popolare l’acquario terremo ben presente ciò ed eviteremo di
accoppiare, ad esempio, “cardinali” con “black molly” e così via.
Non secondario è determinare il numero di pesci che possiamo ospitare
nell’acquario, poiché il sovraffollamento è molto deleterio per la
salute dei guppy.
Il metro per non commettere errori è il seguente: 1,5 litri d’acqua per
ogni centimetro di guppy. In pratica se abbiamo un gruppo di 10
avannotti lunghi un centimetro bisognerà ospitarli in una vasca di
almeno 15 litri. Più empiricamente, se non vogliamo metterci a misurare
i pesci, bisogna prevedere 5 litri d’acqua per ogni guppy giovane o
adulto; quindi in un acquario di 50 litri non dovremmo inserire più di 10 guppy adulti.
Popolando l’acquario in questo modo difficilmente avremo problemi.
Quindi ricordatevi: specie compatibili e limitato numero di pesci in
vasca.
Alimentazione.
Di fondamentale importanza per tenere a lungo in buona salute i guppy è
un’alimentazione varia e bilanciata.
Troppo spesso si alimentano i guppy con un solo tipo di cibo in scaglie
magari acquistando grandi confezioni con l’illusione di risparmiare,
confezioni che il più delle volte, soprattutto se si possiede un solo
acquario, durano anche più di un anno.
I mangimi secchi, sia in scaglie che in granuli, si ossidano
progressivamente una volta tolto il sigillo, perdendo vitamine ed altre
preziose sostanze.
L’ideale è acquistare confezioni di mangime che al massimo durino 8-10
settimane, avendo l’accortezza di tenere il barattolo in luogo asciutto
e fresco e di richiuderlo subito dopo l’uso.
Un mangime secco molto vecchio può veicolare ai pesci pericolose
malattie, tra le quali “l’idropsia”, alle quali poi non sempre è facile
porre rimedio.
Per un’alimentazione varia si dovrebbe alternare il tipo di cibo secco,
offrendo ad integrazione del menù di base anche liofilizzati: artemia
salina, chironomus, krill, dafnie e tubifex. Per i nostri guppy, poi,
non deve mancare la somministrazione di sostanze vegetali.
Se ne avete la possibilità somministrate ai guppy anche del cibo vivo,
purchè sia pulito dal punto di vista sanitario. Ottimi allo scopo sono i
naupli di artemia salina appena schiusi, che possono essere usati per
integrare la dieta ai guppy di qualsiasi età.
Quindi, per concludere, l'alimentazione incide in modo determinante
sullo stato di salute dei guppy.
Uso improprio di curativi.
Un’altra cattiva abitudine di molti acquariofili è di usare con estrema
facilità medicinali al primo sintomo di malessere dei pesci senza
approfondire la causa reale del problema.
Quando in acquario si manifestano dei comportamenti anomali da parte dei
pesci (e per notare questo bisogna conoscere molto bene le abitudini dei
nostri ospiti) la prima cosa da fare è testare i principali valori
dell’acqua: Ph, Ammonio, Nitriti e Nitrati.
Questo perché spesso la causa scatenante della patologia è proprio da
ricondurre ad una cattiva gestione della vasca e quindi ad una pessima
qualità dell’acqua.
Eliminare la causa prima di curare la malattia aiuta i pesci a guarire
più in fretta.
Molti acquariofili, invece, basandosi solamente su alcuni sintomi
esterni, spesso riconducibili a svariate patologie, ricorrono all’uso di
medicamenti a base di varie sostanze o peggio ad antibiotici.
Quest’ultimi sono assolutamente da evitare poiché non potendo sapere,
senza approfonditi esami di laboratorio, a quale ceppo appartengono i
batteri che ipoteticamente sono la causa della malattia, potrebbero non
essere efficaci perché magari quel ceppo batterico è resistente a quel
tipo di antibiotico.
Inoltre, anche se il ceppo batterico fosse sensibile al tipo di
antibiotico usato, se non lo si dosa in modo corretto e non si
somministra per un tempo sufficientemente lungo, non si debellerà
l’infezione e si corre il rischio reale di ottenere delle generazioni
successive di batteri resistenti a quel tipo di antibiotico, anche se
poi venisse usato a dosi molte più elevate.
Quindi attenzione a cosa introduciamo in vasca e prima di usare dei
curativi cercate di approfondire bene il problema, magari consigliandovi
con il vostro negoziante di fiducia e, se possibile, con un buon
veterinario, evitando assolutamente di usare antibiotici a caso.
Se nella vostra città vi è la sede di un Istituto Zooprofilattico, potrete richiedere a tale Ente un esame anatomo patologico
(post-mortem) di guppy deceduti per cause non chiare. In questo modo con
una diagnosi certa potremmo porre rimedio al problema in modo mirato.
Un’altra cosa, infine, da evitare è quella di usare i curativi a dosi
dimezzate a scopo preventivo (qualche negoziante lo consiglia!!): questo
comportamento danneggia solamente i guppy ed intacca poco o niente il
parassita da debellare.
Tutti i curativi vanno sempre usati alla dose massima in modo che siano
il più efficaci possibile.
Naturalmente non bisogna mai superare questo limite poiché oltre il
medicinale diventa letale anche per i nostri guppy. Del resto tenere i
guppy in un ambiente troppo sterile non è una buona pratica, poichè i
guppy per sviluppare gli anticorpi contro i vari agenti infettivi hanno
bisogno comunque di una minina presenza di quest'ultimi.
Patologie.
Come detto in premessa non si approfondirà eccessivamente l’argomento
inerente la diagnosi e cura di patologie, dato la complessità della
materia. Voglio comunque fornire alcune semplici indicazioni circa le
patologie che più frequentemente colpiscono i guppy, in parte confortate
anche dall’esperienza personale maturata in diversi anni di allevamento di guppy show.
Infezioni batteriche.
Le infezioni batteriche, sia esterne che interne, possono facilmente
colpire i guppy se questi vengono allevati in vasche sovraffollate e con
scarsi cambi parziali d’acqua.
La più classica delle infezioni batteriche è “l’idropsia” che colpisce
in prevalenza pesci già debilitati da cattive condizioni ambientali in
acquario e di alimentazione.
Questa malattia può essere trasmessa ai pesci attraverso il cibo mal
conservato o troppo vecchio.
Spesso è un infezione sostenuta da batteri “aeromonas” e “pseudomonas”.
Questi batteri a volte sono presenti nell’acqua dell’acquario e
diventano patogeni in caso di acqua molto inquinata e temperature alte.
I guppy colpiti da questa patologia diventano pigri, svogliati
nell’alimentazione e cominciano a produrre feci di colore biancastro.
L’addome incomincia man mano a gonfiarsi e le scaglie a sollevarsi. Una
cura di successo va intrapresa prima che le scaglie si siano sollevate
in modo evidente.
Nei negozi di acquariofilia, si possono trovare molti prodotti, a base
di furanici, per curare questa malattia.
Nel mio allevamento solamente in due occasioni ho riscontrato
un’infezione sostenuta da batteri “pseudomonas”, su alcuni guppy
importati dagli U.S.A..
I batteri del genere “pseudomonas” provocano anche un’altra malattia che
colpisce spesso i guppy quando sono tenuti in acquari sovraffollati: la
corrosione batterica delle pinne. In questo caso le pinne si corrodono
velocemente fino a scoprire completamente i raggi; si manifestano anche
dei sanguinamenti sugli orli delle stesse.
Un altro batterio che
può provocare la corrosione delle pinne è il Flexibacter Columnaris; in
questo caso l'infezione spesso si manifesta inizialmente anche con la
corrosione dei tessuti della bocca.
Se un pesce muore per un' infezione batterica l’ideale sarebbe portare il guppy morto presso un Istituto Zooprofilattico, dove effettueranno,
oltre all’esame anatomo patologico anche un esame batteriologico con
relativo antibiogramma; questo permetterà di capire con che batterio
abbiamo a che fare ed a quale medicinale è sensibile, per poter trattare
con successo gli eventuali altri guppy.
L'unico modo per
prevenire infezioni batteriche è di tenere una perfetta igiene delle
vasche, effettuando cambi parziali settimanali e limitando il numero di
guppy.
Funghi.
I funghi sono anch’essi normalmente presenti in acquario e solo
condizioni favorevoli, come ad esempio un eccesso di nutrienti
nell’acqua, li possono far diventare patogeni.
In prevalenza vengono colpiti pesci indeboliti con epidermide e pinne
già danneggiate.
E’ proprio sulle lesioni dell’epidermide che facilmente le spore dei
funghi si insediano e proliferano.
Il sintomo classico è un ciuffetto, tipo “lanetta”, biancastro sulla
pelle del pesce.
In negozio possiamo trovare molti validi prodotti per la cura di questa
malattia.
Nel mio allevamento, dove settimanalmente effettuo cambi d'acqua del 50%
circa, non ho mai riscontrato patologie dovute a miceti.
Ichtyo.
E’ conosciuta come la malattia dei puntini bianchi, nome dovuto al fatto
che i pesci colpiti si ricoprono, sia sul corpo che sulle pinne, di
innumerevoli puntini biancastri.
Fattori scatenanti possono essere ad esempio sbalzi eccessivi di
temperatura uniti a cattive condizioni igieniche dell’acquario.
E’ una malattia che si può facilmente curare con dei prodotti
commerciali.
Una condizione essenziale affinché si possa verificare la malattia è che
in acquario vi siano dei guppy portatori sani oppure che siano stati
introdotti pesci già infetti, anche se ancora asintomatici.
Nel mio allevamento non ho mai riscontrato casi di Ichtyo.
Malattia del neon (Pleistophora Hyphessobryconis).
L'agente che causa
questa malattia è un protozoo parassita dell' ordine dei Microsporidia.
Non è una malattia molto frequente ma quando colpisce è pericolosa
perchè si trasmette rapidamente agli ospiti della vasca. E' comune
riscontrarla sui Pecilidi proveniente dai grandi allevamenti asiatici.
Il parassita si diffonde attraverso spore e può essere introdotto in
acquario tramite nuovi guppy infetti. Le spore quando vengono ingerite
dai guppy si attivano a livello intestinale e attraverso la parete di
quest'ultimo migrano negli altri tessuti. I sintomi sono diversi, ma il
più specifico è la decolorazione verticale di una parte del corpo,
spesso localizzata in prossimità della pinna caudale: si tratta di una
zona biancastra che inizia dal dorso del guppy. Certamente si
riscontrano anche altri sintomi come dimagrimento, apatia, mancanza
d'appetito, deformazione della colonna vertebrale, ma sono tutti sintomi
che sono comuni anche in altre patologie e quindi possono portare, da
soli, ad effettuare diagnosi errate. Non vi sono, al momento,
trattamenti efficaci contro tale patologia e l'unica arma che abbiamo è
di quarantenare con scrupolo i guppy nuovi arrivati.
Nematodi.
Anche i nematodi vengono introdotti in acquario da nuovi pesci che ne
siano affetti.
Parassitano i pesci insediandosi nell’intestino. I sintomi che i guppy
mostrano sono: mancanza di appetito, apatia, timidezza, feci
mucillaginose bianche.
Per essere certi della diagnosi bisogna analizzare al microscopio dei
frammenti di feci appena espulse.
Per una cura di successo si devono usare dei farmaci a base di
levamisole o di flubendazolo.
Il mio consiglio è quello di rivolgervi al vostro veterinario di fiducia
che vi saprà prescrivere la cura più opportuna.
In decine di analisi effettuate presso l’ Istituto Zooprofilattico della
mia città, sia su feci che su esemplari di guppy , non sono mai state
riscontrati nematodi intestinali, se non eccezionalmente su esemplari
appena arrivati dall' estero durante il periodo di quarantena.
Vermi della pelle e delle branchie.
E’ una patologia molto rara sui guppy ma se si verifica è molto
dolorosa!
I vermi del genere Gyrodactylidea parassitano prevalentemente la pelle.
Essi si riproducono tramite larve vive, mentre quelli del genere Dactylogyridea parassitano prevalentemente le branchie
e si riproducono mediante uova.
I sintomi sono simili ad una infestazione da Trichodina o Costia: i
guppy diventano apatici, si sfregano contro gli oggetti d'arredo della
vasca e tengono gli opercoli branchiali sollevati respirando con
affanno.
Un raschiato della cute e delle branchie risolve in modo efficace
qualsiasi dubbio.
Per la cura bisogna rivolgersi ad un veterinario anche in considerazione
che il principio attivo da utilizzare contro tali parassiti è molto
tossico e pericoloso anche per l'uomo se non utilizzato con criterio.
Per mia fortuna non ho mai avuto a che fare con tali parassiti.
Trichodina e Costia.
Sono parassiti che a volte colpiscono i guppy soprattutto quando si
ospitano molti pesci in poco spazio.
I parassiti possono essere introdotti con l'aggiunta di nuovi pesci o
essere già presenti in acquario in forma latente.
Il sintomo più evidente è l'attività di sfregamento con la regione
branchiale contro gli arredi della vasca. Un esame al microscopio di un
raschiato di pelle permetterebbe di stabilire con certezza la causa,
poichè anche alcune altre patologie si manifestano con gli stessi
sintomi.
Per combattere questi parassiti si possono usare tranquillamente i
prodotti commerciali indicati per i parassiti cutanei. Per potenziare
l'effetto di questi medicamenti si può aggiungere 2-3 grammi di sale
grosso da cucina per ogni litro d'acqua da trattare.
Grazie ad una attenta quarantena dei guppy prima dell'introduzione nel
mio piccolo allevamento non ho avuto mai casi di malattie dovute a tali
parassiti.
Flagellati intestinali.
I flagellati colpiscono raramente i guppy. I più noti appartengono ai
generi Hexamita, Spironucleus e Trichomonas.
Un guppy colpito da flagellati intestinali tende a dimagrire, diventa
apatico ed espelle feci mucillaginose bianche.
Per essere certi della causa, comunque, andrebbero analizzate al
microscopio delle feci appena espulse.
Per curare i pesci colpiti da tali parassiti si può ricorrere al "metronidazolo"
oppure ai preparati commerciali che sono molto validi.
Vermi intestinali.
I vermi intestinali (tipo acantocefali, vermi nastriformi, ecc.) non
sono molto frequenti nei guppy. Si deve accertare la loro presenza
attraverso l'analisi delle feci al microscopio.
Una cura si può effettuare con il principio attivo "praziquantel".
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